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  • Disabilità e Caregiving

    Per molte aziende occuparsi in maniera specifica dei propri lavoratori con disabilità può costituire una novità.
    È però un compito imprescindibile, oggi possibile con maggiori strumenti, nel contesto del ‘management plurale’.

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    Per comprendere la disabilità, riferimento fondamentale è l’ICF (abbreviazione per Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute, OMS 2001), che ci consegna un concetto di disabilità come esperienza umana:

    • Chiunque può sperimentarla nell’arco della propria vita; può modificarsi nel tempo
    • Emerge nell’incontro tra le caratteristiche di una persona e un contesto
    • Non riguarda la persona nel suo insieme, ma ne è un aspetto
    • Ha a che fare con la partecipazione sociale tanto quanto con il benessere biologico e psicologico

     

    Wise Growth ha costruito diversi livelli di intervento: dalla comprensione qualitativa e quantitativa di quanto accade in azienda, a un lavoro di sensibilizzazione e informazione a diversi segmenti della popolazione aziendale, da una revisione dei processi HR e organizzativi per una migliore inclusione, alla formazione per un recruiting più consapevole, fino ad arrivare all’empowerment delle persone con disabilità, al bilancio di competenze e alla consulenza per il collocamento.

    — FOCUS

    Case study

    "Formazione e ascolto" per i propri collaboratori.

    Wise Growth ha aiutato una grande banca italiana a trasformare il bisogno di ascoltare i propri lavoratori con disabilità una vera e propria “Formazione-Ascolto”: in questa iniziativa, la formazione diventa non “immissione di soluzioni” bensì un dispositivo di mediazione tra l’azienda e i propri lavoratori, uno spazio di ascolto strutturato in modo da far emergere la loro esperienze, bisogni, desideri ma anche soluzioni esistenti o percorribili per lavorare in maniera soddisfacente e performante.

    La “Formazione-Ascolto” prevede una restituzione finale all’azienda, ma è anche interessante la presenza, nelle aule, di “testimoni privilegiati” – manager o responsabili – che con le proprie orecchie possono ascoltare storie e mondi che non conoscono e che neppure immaginano, pur gestendoli nell’ambito della propria sfera di attività.